soleluna's profileRAGGI di SOLELUNAPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
..ovvero i post che non sono in prima pagina!
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RAGGI di SOLELUNA...non avere paura del buio: è lì che le stelle brillano più luminose!...
May 27 Toc TocMiiiiiiiiiiiiiiiiiii, da quanto tempoooooooooooooo!!! mi sembra di rientrare in una casa abbandonata piena di ragnatele!!!! e come, quando si torna nei luoghi della memoria, si corrono ad abbracciare gli amici d'infanzia, così la prima cosa che faccio, la più importante, ora che sono qua, è saluatre voi, mie amati blog-amici, uno per uno!!!
Mi mancate un sacco!!!
p.s. al lavoro non c'è msn, ma ho facebook ... se vi va, basta cercare "maria bertone". ma per voi sono sempre soleluna, eh!
baci baci! December 03 Sotto l'alberoMi sono fatta un regalo. Un regalo di Natale in anticipo.
Non ho badato a spese, ho messo nel pacchetto tutto quello che occorreva: meglio abbondare, in questi casi.
Eppure ho speso solo 12 centesimi.
Ho scritto un sms. Un messaggino. A una persona che non sentivo da un anno e mezzo. In 120 caratteri tutto quello che avevo dentro.
Così, all'improvviso, senza pensarci troppo... mi sono svegliata e me ne è venuta voglia.
L'ho fatto, ed ora mi sento ricchissima.
November 11 ciàtuttiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!Apro l'home page di space e vedo che l'ultimo commento risale a 29 giorni fa.
Zompetto sui vostri blog e noto che ci sono in giro un sacco di meme a cui... NON SONO STATA INVITATA!!!!!
Mi guardo intorno e mi sento sola soletta....
Mi sta prendendo un pò la sindrome da calimero del web, aiutooooooooo!!!
Ma dove siete, miei cari blogamici?!
Io ci sono, eh... ma voi (come dice Renato Zero)... non dimenticatemi, eh!!! October 08 Eccomi!Approofitto di questo momento di tregua per aggiornare questo blog sempre più abbandonato e, soprattutto, per salutarvi tutti.
Sono ancora in redazione: aspetto che qualche collega passi al grafico le ultime pagine, così da poter fare il giro di nera e correggere la prima.
Tutto questo tran-tran si chiama in gergo "chiusura" e capita una volta a settimana: la fanno persone fidate, e da tre settimane anch'io, novella redattrice, sono stata inserita tra queste. E sò soddisfazioni... ma quanto sono stanca!
Alle 22.45 chiamerò al telefono tutti i commissariati, le caserme, gli ospedali, i vigili del fuoco, la questura e la stradale (sono un 30ina di numeri in tutto) e ripeterò con voce gentile per 30 volte : "Pronto-buonasera-mariabertonedalcorriere-novità per noi?", incrociando le dita perchè non sia successo niente. O bisogna smontare il giornale. La prima volta che ho fatto chiusura sono usciti due incendi. Cioè due pezzi da scrivere alle 11 di sera.
Ok, già ho parlato troppo... gira e rigira sto sempre a parlare di lavoro. Mi fermo qui e vado. Ma vi saluto dicendovi che sto bene, che sono felice, che mi sento piena, viva, energica. Anche grazie ad una persona speciale (ora avete capito perchè sto blog non lo aggiorno più come una volta?!?) ;-)
baciiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii September 12 Auguri a me!MARIA
Significato:
II nome deriva dall'ebraico Maryàm e significa "principessa" oppure "signora". Alcuni attribuiscono al nome altri significati, nati anche dal culto per la Vergine Maria
quali per esempio "la signora beneamata", "atteggiamento ribelle" o "desiderosa di un figlio".
E' il nome femminile più diffuso in Italia.
Varianti straniere: Maike, Maire (irlandese), Mairi, Malia (hawaiiano), Mariam, Marika. September 09 Io sono camorristaOggi è già "the day after", ma non passa. Brucia ancora troppo. Che amarezza. Che delusione.
O voi che passate di qui a trovarmi, sappiate che io sono una "camorrista". L'ha detto Roberto Saviano, e quello che dice lui ormai è vangelo.
Anche se ci bruciano le macchine sotto casa, anche se per entrare in possesso di documenti - perchè le notizie si danno solo con i documenti alla mano - arrivano le minacce di morte. Ma lui ormai ha preso il via, e non se lo ricorda più quando è venuto nella nostra redazione a consultare gli archivi per poter scrivere "Gomorra".
"Fà o mal e pensace, fà o ben e scordat", si dice qui da noi. Quando fai del male pensaci, quando fai del bene scordatelo. Ma stavolta, sarà un pò difficile dimenticare.
August 28 Figure d'argentoL'ho sempre pensato. Io sono una pessima fan. La sventura di qualsiasi eventuale cantante-attore-presentatore-atleta-scrittore-pittore-imprenditore-strafamoso-e-stravipSSSS.
Non è proprio cosa mia. Chiedere l'autografo, mettersi in coda con sguardo adorante per una foto, fare i complimenti, aspettare che si presenti al suo pubblico... Nossignore, non è per me, che pure sono dotata di una certa faccetta di bronzo. L'ho sempre pensato e ieri ho avuto le prove.
In redazione è venuto Clemente Russo, il vicecampione olimpico di boxe, residente a Marcianise, uno de paesi della nostra Provincia nonchè sede del nostro posto di lavoro.
E' ovvio che con il campione in casa c'abbiamo "mangiato" tutto agosto, quando le notizie scarseggiano e per trovare un'apertura di giornale devi davvero fare il voto a Santa Rita (patrona dei casi impossibili, ndr). Ebbene, il nostro boxeur, seguito in tutte le sue performance (come del resto tutte le olimpiadi, quello è stato il nostro "svago" estivo), a cui in effetti è stata data l'apertura del giornale di domenica scorsa (grandi vendite, tra l'altro, mah...) è passato a prendersi il plauso della stampa a domicilio, sostando un'oretta in redazione tra una foto, una pastarella e un sorso di spumante (rigorosamente ITALIANO).
In realtà c'è mancato poco che non arrivasse: atteso per le 15 di ieri, alle 13 la redazione sportiva comunica la triste notizia: Clemente non può più venire, deve accompagnare sua madre a Napoli, in ospedale, per una visita medica di cui è stato informato all'ultimo minuto.
Medaglia d'argento ma figlio d'oro, mi scappa . Il caporedattore, già di per sè bianco come uno straccio, non la vede proprio così: figlio di .... , piuttosto, pensando alla figura di niente che avrebbe fatto l'indomani il giornale, che aveva già annunciato l'evento con una pagina intera tutta per Russo in redazione.
Cominciano una serie di telefonate, per "implorare" il campione di passare almeno per un attimo, il tempo di una foto, anche sultardi, dopo questa cavolo di visita finchè - e sono passate già due ore - una voce: Eccolo, sta arrivando.
Ora... in questa redazione sono venuti spesso personaggi di un certo calibro... se non altro, essendo fondamentalmente un giornale di nera, sono passati giudici, avvocati, capi delle forze del'ordine, colleghi di testate internazionali... Noi sempre composti, impettiti, davanti ai nostri computer... Arriva Clemente Russo e sembra che stiamo al concerto dei Take That.
Non mi soffermo a descrivere l'atteggiamento di certe colleghe, notoriamente molto "espansive"...piuttosto mi sono stupita di quello di altre, solitamente molto "low profile" che invece camminavano lasciandosi dietro una striscia di bava, e di quello dei colleghi maschi, sorprendentemente compiaciuti della presenza del boxeur, a loro dire "esempio di ragazzo semplice, cocciuto, umano e alla mano".
E' vero. Quando è arrivato chi non lo conosce lo avrebbe scambiato per il ragazzo del bar (in effetti Giovanni è un pò più mingherlino...), a parte il fatto che si è presentato in bemuda di jeans e infradito... Ma non ci "affiniamo".
In tutto questo io, pur incuriosita, seguivo le operazioni da lontano. Ho chiesto ad un collega di fargli una foto, perchè mi vergognavo come una ladra a scattare mentre lui parlava, mi sono fermata per un attimo nella "stanza dei bottoni" dove il tutto aveva luogo e me ne sono tornata al computer. Di trenta persone eravamo in tre al desk. Io e 2 uomini.
Quando poi Russo è entrato nell'open space per essere fotografato tra le scrivanie, il giovane si è diretto esattamente verso di me... appena pubblico la foto di gruppo noterete che non mi sono neanche "avvinghiata" nell'abbraccio cumulativo perchè mi vergognavo come una ladra...ma il bello dovevo ancora venire.
Torniamo nell'ufficio dell'editore per il brindisi e la consegna della targa. Parte la processione di foto, uno ad uno. Io mi attesto sulle retrovie, perchè non ci voglio andare. Il caporedattore si gira, torvo, e mi obbliga. Vado, con la coda tra le gambe, abbozzo un sorriso, scattiamo la foto quand'ecco il fotografo, collega i pò sui generis esordisce: "Aspetta che a te devo fare doppio servizio". Eccallà, lo sapevo. Più uno si tiene, più il destino ti si ritorce contro.
Segue questa improbabile conversazione:
Fotografo: "A te ci vuole un primo piano, vedi quanto siete belli?"
Clemente Russo: Ma non è che poi ci mettete su Chi?
Allenatore di Clemente Russo: "Oè, qua ci scappa l'inciucio. Clemè, stai attento al fidanzato della signorina. Signorì, com'è, più grosso di lui?
Io: ... ehmmm....
La mia balbuzie chiude per sempre il siparietto ed io, rossa in viso come un peperone, me torno finalmente a lavorare. Poi dicono che non voglio fare la fan!
August 05 Quando si dice la gavetta..."Chiedete e vi sarà dato", disse un tale un pò di tempo fa...
Beh, poichè di quel tale un pò mi fido, con una gran bella faccia di bronzo domenica scorsa ho chiesto due giorni di ferie.
Breve parentesi.
Vesro maggio, quando a tutti fu chiesto di presentare il piano ferie, con tot giorni a disposizione a seconda della "qualifica", mi fu detto che per i collaboratori ci sarebbero stati sette giorni da concordare in base alle scelte dei colleghi "fissi".
Ben conscia del solito discorso della gavetta, dell'ultima arrrivata, del non contratto e bla bla bla buttai lì che mi sarebbe piaciuto andare in ferie a cavallo tra luglio e agosto, quando la mia amica ostetrica Anna sarebbe stata libera, senza però presentare nulla di scritto, confidando nella magnanimità dei caporedattori.
La mia filosofia, in ambito lavorativo, si attesta sull'accomodante-conciliante, e finora ha sempre pagato, ergo con molta umiltà non ho preteso niente.
Senza contare che mia madre, dall'alto della sua esperienza e co il solito senso pratico che la contraddistingue, pur vedendomi tornare a casa alle 23 dopo aver scritto tre pagine di giornale, commentava: "Guarda che tu lei ferie non le puoi avere, è ovvio: si maturano dall'anno prima, e tu ha i cominciato a gennaio". Discorso che non a una piega. Ok, perfetto, non parlo più.
L'arrivo del caldo torrido, degli amici che partono, delle città che si svuotano, delle abbronzature intorno a me mi hanno fatto venire però un moto di stizza: "Perchè gli altri si e io no? anch'io voglio andare al mare!", dunque, su consiglio di qualche collega più esperta che mi ha ricordato il monito biblico, ho azzardato: "I miei amici partono questa settimana e vorrei poterli raggiungere per un paio di giorni. Non necessariamente nel weekend. Posso?", ho chieso come una bambina che chiede il permesso alla maestra. "Controllo chi manca questa settimana e vediamo se puoi allontanarti".
Lunedì scorso arrivo e vado a controllare i turni della settimana. "Ti è andata di lusso": venerdì e sabato ferie, domenica riposo", mi dice il caporedattore.
Un messaggio per avvisare Anna di cominciare a pensare alla nostra "vacanza" e poi via, a lavorare con rinnovata energia.
Una serata -veramente una nottata- in rete è bastata ad organizzare il tutto: Ischia, meta per noi raggiungibile in poco tempo, località notoriamente rilassante, fatta apposta per chi desidera staccare la spina per un pò.
Ho passato bei giorni: pochini, purtroppo, ma meglio di niente. Sole, mare, cocco e salsedine: tanto è bastato per ritemprare corpo e mente.
Le testimonianze fotografiche renderanno l'idea meglio di qualsiasi discorso.
Arrivo venerdì mattina, partenza lunedì: un'ora dopo essere scesa dall'aliscafo sono già in redazione. Stavolta per tutto il mese di agosto.
"E' la gavetta, è la gavetta....."
July 19 Na tazzulell 'e cafèJune 23 News dai fondali...Sono stata a lungo negli abissi, lo so ... riemergo un momento per prendere fiato e regalarvi (ma forse è poù corretto dire "regalarmi") qualche bollicina d'aria.
Sto scrivendo dalla redazione, per la prima volta da quando ci lavoro. Oggi sembra una giornata particolarmente tranquilla: ho solo due pagine da fare, ho già trovato le notizie per i comuni che mi interessano, ho scritto i miei pezzi. Aspetto che arrivino quelli dei corrispondenti, che oggi sono un pò sonnacchiosi... ecco perchè io, nel frattempo, scrivo qui. Così non perdo l'allenamento. Anch'io, a dire il vero, oggi sono sonnacchiosa... cioè... ho proprio sonno, e sto andando avanti a forza di caffè per non spiaccicarmi con la faccia sulla tastiera. Il che sarebbe piuttosto doloroso, visto che sembro un peperone di prima scelta.
Ieri sono andata al mare, la mia prima giornata di mare di quest'anno e mi sono beccata una bella ustione come non mi capitava da decenni. Saranno stati gli scogli dell'isolotto di San Martino, sarà stato il venticello di monte di Procida, che mi ha reso piacevolissima l'esposizone al sole... fatto sta che al momento sono decisamente "intoccabile".
La giornata di ieri è stata piacevolissima, votata all'ozio totale: sole, mare, la compagnia di poche persone, quelle giuste, movimenti dilatati nel tempo e nello spazio. Quello che mi ci voleva dopo una settimana estenuante dal punto di vista lavorativo, che non sapevo ancora sarebbe diventata, a partire da oggi, la mia nuova quotidianità.
Stamattina, infatti, arrivando in redazione, non mi hanno fatto posare la borsa che uno dei caporedattori mi ha detto: "Hai visto i turni di questa settimana"? Il nostro "destino" lavorativo, infatti, ha andamento settimanale, e il lunedì si conoscono le sorti di tutti: turni, ferie, corte, chiusure, tutto.
Ho fatto per avvicinarmi alla bacheca che sento: "Guarda che da oggi il tuo nome non lo troverai più qui, ma lì".
Spiegazione.
"Qui" sarebbe tra i "collaboratori", che vengono in redazione tre-quattro volte a settimana, o magari la saltano proprio, secondo le emergenze e le esigenze. Da gennaio ad oggi il mio nome era tra questi.
"Lì" sarebbe tra i "redattori". Il lavoro è lo stesso di un collaboratore, ma si lavora 6 giorni su sette, e l'unico turno a cui bisogna guardare è la giornata di "corta", un giorno libero a settimana, festivo 2 volte su 4. A questa volta tocca il sabato, e il che non è per niente male.
"Hai visto? sei quasi una redattrice a tutti gli effetti!", mi ha "sfruculiato" il capo.
Ho sorriso, me ne sono tornata a posto e ho fatto una telefonata, a una persona "speciale" che doveva saperlo subito.
Non lo sa ancora nessun altro, a parte voi che mi state leggendo. Stasera quando torno lo comunicherò in famiglia.
Non cambierà molto, eh, il lavoro è sempre quello. Più inteso nel tempo, certo, ma le mie mansioni non muteranno di una virgola.
Stesso discorso per il mio "inquadramento" attuale... la parola d'ordine qui è "gavetta", che sembra giustificare tutto e tutti, e quindi credo che per il momento potrò gioire soltanto di un assegnuccio poco poco poco più corposo.
Però... però... che soddisafazione vedere il mio nome in una riga diversa. Quella che comincia a fare la differenza.
June 09 W L'ITALIAOra... non vorrei aprire questo blog solo per lamentarmi, perchè proprio non è mio costume.
Però, vi sembra giusto.. anzi no, diciamo vi sembra bello che, mentre milioni di italiani strannno spaparanzati sui loro divani, con un gruppone di amici, le patatite e le birre ghiacciate, un paio di bandiere e quache maglietta "pezzotta" col numero 10 a tifare per la Nazionale, io stasera (e per tutte le altre sere) io starò in redazione?!
Dove pure c'è una grande tv, dove pure quella tv sarà accesa, dove pure noi "seguiremo" la partita (non so come, ma sarà così)... ma non è giusto!
A parte che intorno alle 21:00 comincia, in teoria, ad essere ora di chiusura (l'altra sera a quell'ora ho aperto la terza pagina, ma vabbè, con calma..), ma v'immaginate che cosa sarà titolare o correggere mentre i commentatori urlano (perchè lo urleranno ragazzi, siiiiiiiiiiiiiiii!!!) goal (per noi, obviously)?!? V'immaginate a che ora me ne tornerò a casa visto che tutte le consuete operzioni sarnno inevitabilmente inframezzate - e rallentate - dall'occhio alla tv? V'immaginate a quanti decibel giungerà il normale vociare di 30 persone in un open space? Non ci voglio ancora pensare su, è mattina presto (azz, sono le dieci passate!)...
Ho idea che dal giornale di domani salteranno fuori moooooooolti refusi... ma intanto, W L'ITALIA!!!!!!
May 19 Soleluna riemerge dagli abissiNon c'avrei scommesso mai una cicca che mi sarebbe potuto accadere, e invece si, mi sono "ammalata" anch'io.
Sto provando la sindrome da foglio bianco. Incredibilmente.
Sono giorni che non aggiorno, passatemi il gioco di parole. E non perchè non abbia cose da raccontare. Ce le avrei, eccome...
Eppure ogni mattina apro questo mio diario virtuale, puntualmente e sapientemente vergato di mio pugno con regolarità da settembre 2006, e fisso il "foglio" immacolato.
Ho in sospeso un "Premio 10 e lode" da consegnare (intanto grazie a chi l' ha assegnato a me). Un meme da continuare (mi pare invitata da Maumozio). Certi fatti da commentare. Ma niente.
Sono in impasse. Non riesco a scrivere. Ho duemila cose nella testa e non rieco a farle arrivare sulle punte delle mie dita.
Forse è perchè sono "piena" in questo periodo. Di cose da fare, naturalmente, di situazioni da seguire, di momenti da cogliere. Perchè sto vivendo una fase nuova - bella!- della mia vita. Perchè quando ho un minuto libero preferisco fare altro che stare al pc, visto che per lavoro lo "contemplo" 10 ore al giorno.
E allora, di che ti lamenti, potrebbe dire qualcuno? Stai una bellezza e fai pure la parte di quella coi problemi?
Nossignore, non è questo, per carità!
E' che la mia quotidianità "blogghettara" mi manca un pochino. Mi mancate un pochino tutti voi che non riesco più a seguire come un tempo, a commentarne i post, a salutare su messenger.
Ogni volta che apro lo space è un festival di asterischi, di novità ... e io mi sento "arretrata", un pò fuori dal giro, come quando fai un lungo viaggio e al ritorno devi faticare un pò per rimettere insieme tutti i pezzi e ricostruirti un passato che c'è ma che non hai vissuto.
Troppe paranoie, dite? Meglio dedicarsi al futuro?!
Ma si, va, forse è così che bisogna prenderla... sarà il cambio di stagione. Lo dico sempre.
"Sei dimagrita". "E' il cambio di stagione".
"Sei diversa". E' il cambio di stagione".
"Ti svegli presto la mattina". E' il cambio di stagione".
E meno male che non ho mai sofferto di metereopatia.
Un saluto e un abbraccio, amici cari che siete riusciti ad arrivare alla fine di questo sconclusionatissimo post (lo ammetto, la "RaggiDiSolelunaSpa" ne ha prodotti di migliori) .... Anche se a intermittenza, io ci sono sempre (ora mi sento un pò Caffeina quando si traveste da Calimero!) e vi porto uno per uno nel cuore.
Perchè se sono a questo punto nel mio andare, lo devo anche agli splendidi compagni di viaggio che ho incontrato lungo la strada. Voi.
A prestissimo!
May 06 PrimaveraQuesta giornata è sorprendentemente lunga.
Sono in piedi dalle 6:45, pur essendo andata a letto alle 2, perchè ho accompagnato mia sorella a prendere il pullman per andare in gita. Poi vabbè, non sono partiti più per un guasto dunque la levataccia è servita a poco, ma questa è un'altra storia.
Durante queste poche ore di sonno però ho dormito benissimo, un sonno pieno di sogni: non ricordo esattamente cosa abbia sognato, ma ho visto volti, del passato e del presente. Spero del futuro. Ho visto luoghi, già vissuti o immaginati, alcuni propri del momento attuale, altri legati a situazioni più vecchie. Sorridevano tutti, in questo patchwork di immagini, e tanto è bastato a farmi svegliare serena, con una marcia in più, nonostante io odi dormire poco.
Ho avuto tempo per fare un sacco di cose, per dedicarmi un pò a me stessa come non accadeva da tempo, a concedermi il lusso di un pisolino pomeridiano, di un libro letto con gusto e con lentezza.
Mi sento bene, con me stessa e con gli altri. Ho perso qualche kilo e mi fa piacere sentirmelo dire. Sono stranamente accomodante e non mi va di litigare con nessuno (di solito accade più volte al giorno, prima e dopo i pasti). Mi stanno capitando un sacco di cose nuove e, pur essendo timorosa come verso ogni cosa che non conosco, ho voglia di viverle tutte, di berle, di mangiarle.
Che bello sentirsi leggeri.
May 02 :-)Ehmm.... rieccomi!
Immagino che ora sarete curiosi di sapere come è andata la mia sortita romana...
Beh, senza fare nomi nè numeri, senza scendere nei particolari nè nelle spiegazioni, vi dico solo che... come regge il moccolo Roma, nun lo regge nessuno! April 28 Roma nun fà la stupida... giovedì!Lo so, manco da un sacco di tempo. Ma prima non ho potuto, credetemi.
Vi dico solo che ieri sera, che era DOMENICA, ho finito di lavorare alle 22:30. Fusa.
Oggi ho un torcicollo fastidiosissimo, ma fa niente... ho altro per la testa.
Giovedì sarò a Roma, approfitto di uno dei pochissimi giorni liberi di cui dispone la mia disgraziata categoria... Ci manco da un sacco di tempo, sono in crisi d'astinenza da capitale. Non andrò al concertone di piazza San Giovanni, il casino neanche lo voglio vedere... voglio solo fare una passeggiata in quelle strade e piazze bellissime, comprarmi un gelato in via dè Baullari e gettare la milionesima monetina nella Fontana di Trevi. Voglio fare la turista, sì, con tutti i vituperati luoghi comuni annessi allo status. Ogni tanto ci vuole pure questo!
Solo una cosa... amici romani, tante volte ci siamo promessi un incontro al'ombra del Cupolone, lo so... ma stavot nun è cos....
Nella città eterna avrò un pochino di cose da fare, cose buone s'intende.... vi dico solo che quella famosa multa (vedi post precedente).... sta dando risultati.... insperati!
Roma nun fa' la stupida stasera
damme na mano a faje dì de sì sceji tutte le stelle più brillarelle che poi e 'n friccico de luna tutta pe' noi Faje sentì ch'è quasi primavera April 22 I rischi del mestiereQuando non sono di turno in redazione, approfitto del tempo libero per fare giri e giretti, sia di piacere, sia personali, sia di lavoro.
Le notizie te le devi cercare, e per farlo bisogna scendere in strada, parlare con la gente, frequentare i luoghi pubblici... insomma, vivere la piazza.
Oggi la mia giornata è trascorsa per la maggior parte così, in giro per fare il pieno di notizie da distribuire poi nei giorni prossimi... carabinieri, avvocati, difensore civico, Comune... luoghi per me ormai familiari, in cui torno regolarmente anche più volte a settimana.
Nonostante questo, ho trovato il tempo per allungarmi in una cittadina vicina per sbrigare alcune commissioni... ma pure qui, sebbene luogo non di mia "competenza gioralistica" ho avuto un bel da fare. Con annessa sorpresa finale.
C'è un professore del liceo che io ho frequentato che è assente da mesi. L'istituto gli si è rivoltato contro e ci sono scioperi su scioperi, di cui la redazione ha notizia grazie al canale stabilitosi con i rappresentanti degli alunni. Nel corso dei giorni ha parlato il preside, i genitori, gli alunni... il prof no, irrintracciabile. Conoscendo la questione da anni, mi sono offerta di dare una mano al collega che si occupa di quella pagina, facendo telefonate, provando la carta del "sono un'ex alunna del glorioso liceo", ma niente...
Poichè quando mi metto in testa una cosa io la devo fare, stamattina, "casualmente", passo fuori scuola... e chi becco davanti ai cancelli?! il prof introvabile!
Grazie al secondo colpo di fortuna della giornata, parcheggio, mollo la macchina a un metro dalla scuola, vado a presentarmi al prof, gli chiedo un'intervista. Lui mi dice che con piacere mi avrebbe raccontato il suo punto di vista, il tempo di un caffè, io mi allontano per comprare il grattino del parcheggio.
Non credo mi ci vorrà più di mezz'ora, dunque faccio quello da 50 centesimi.
Per non farla lunga, ci sediamo: lui parla, io scrivo, nel mentre gioisco per essere riuscita a portare a termine l'ardua impresa.... stretta di mano, arrivederci e grazie. Guardo l'orologio, sono passate due ore... DUEEEE!!! Penso subito che il mio grattino è scaduto, e che dovrò dare la differenza gli ausiliari del traffico... infatti sono lì, proprio vicino alla mia macchina.
"Eccomi, arrivo"
"Faccia con comodo signò, tanto già abbiamo scritto"
"Come? Cosa avete scritto?"
"Siete in ritardo di un'ora e mezza, sono 22 euro di multa"
Ora... non è per i 22 euro, però cacchio.... spiego la situazione, stavo facendo l'intervista, non è che potevo alzarmi e dire "Professò, aspettate un attimo vado a fare il grattino nuovo..", e poi tanto esiste la conciliazione....
Nossignore, i due non vogliono sentire ragione. Quod scripsi, scripsi, i novelli Pilato si allontanano trionfanti e mi mollano con la multa.
Ok, va bene... calma e sangue freddo...
Mentre faccio training autogeno per non incazzarmi, visto che ho perso 2 ore del mio tempo e 22 euro per una cosa che, in effetti, manco mi riguardava, mi metto in macchina alla volta di casa... un km prima di essere a destinazione, vedo una paletta che si agita all'orizzonte.
Eccallà, posto di blocco dei carabinieri.
Esordisco con un simpatico "Facciamo il bis? ho già avuto una multa oggi", ma mi sa che la battuta non sortisce un buon risultato... l'agente neanche risponde e io faccio per prendere i documenti. Ovviamente, quando tu cerchi una cosa è OVVIO che non la trovi... mosso a pietà l'agente mi dice con un tono tra l'incazzato e il compassionevole "Torni a casa, e vada piano".
Insomma... due figurelle nel giro di due ore, e tutto per uno "straordinario".
Ho giàtestualmente detto al collega in questione che mi deve due ore della sua vita e 22 euro per questo piacere.
A pensarci bene è una serata in pizzeria....
Visto che io sti piaceri non è che li faccia al primo che capita, speriamo che almeno una cosuccia buona ne venga fuori! April 19 AttimiHo il battito cardiaco ancora innaturalmente accelerato. E ho anche un pò di sonno, ad essere sincera.
Stamattina la giornata non è decisamente iniziata in maniera dolce. Sono stata letteralmente buttata già dal letto dalle urla disumane di mia madre, e stavolta non lo dico così per dire.
Salendo al piano di sopra, nella stanza accanto a quella dove io e Ivana dormivamo ancora (erano le 6:30), mia madre ha trovato mia sorella più piccola svenuta tra i libri, mentre preparava lo zaino per andare a scuola (fa il 5 ginnasio).
Non ho mai avuto più paura di stamattina.
Non ho capito bene cosa stesse accadendo: so solo che ho sentito urlare, ma forte forte.. sono balzata giù dal letto e ho visto mia madre piangere con mia sorella tra le braccia. Abbiamo chiamato i soccorsi, sono andate in ospedale, hanno fatto tutti gli accertamenti necessari... tutto a posto, sia ringraziato il Signore. Un calo di pressione, nulla di più.
Ma quanta paura! Non credo di aver avuto più paura di quanta ne abbia provata stamattina. Forse una volta, tanto tempo fa, avrò avuto 7-8 anni... mio fratello aveva mal di pancia e si temeva dovesse essere operato d'appendicite. Quel fratello che neanche volevo mi sembrò in quel momento la cosa più preziosa del mondo, e per nessun motivo avrei voluto che piangesse o soffrisse.
Stamattina mi è preso più o meno così. Nel giro di pochi secondi, il tempo di andare dalla mia camera in quella accanto, ho pensato l'impensabile, e nella mia mente si sono sovrapposte scene diverse, alcune reali, altre immaginate...
Ho visto Robertina a terra, priva di sensi; poi lei appena nata, ben dieci anni dopo di me... poi ho visto del sangue, i vetri bucati da un proiettile (giuro che ho davvero pensato al peggio, è incredibile come si faccia in fretta a creare con la mente una reltà parallela), i ladri... e poi ancora una torta di compleanno, i vocabolari di greco, l'atrio della mia scuola, della "nostra" scuola (Roberta frequenta lo stesso liceo classico che ho frequentato io).... insomma, una confusione terribile.
Quando poi la situazione è rientrata e dall'ospedale sono arrivate notizie positive, ho pensato a quello che ha scritto Caffeina nel suo ultimo post, dedicato ad una altra piccola donna che in questo momento ci fa stare in pensiero.
E' davvero tutto un attimo.... può accadere tutto in un attimo.
Ci sono attimi belli, felici, che ti restano per una vita... e attimi che una vita riescono a cambiartela. O, quantomeno, un pò la rimettono in discussione.
Uno di questi, purtroppo, nella mia breve vita l'ho già vissuto.
Dopo tempo, diciamo che l'ho anche superato, metabolizzato: io sono quella che sono oggi anche, anzi soprattutto, per quell'attimo. E credo di essere un pochino meglio di prima, si. Ma stamattina, quando la paura ha preso il sopravvento e ho fatto quei pensieri strani, ricordo chiaramente di aver pensato: "No, stavolta no. Non ce la faccio". Sono stata egoista, lo ammetto. E debole. Umana.
Ora Robertina è al piano di sotto, il volto ancora pallido, che gioca con il nostro nipotino di un anno. Sono arrivati i parenti, le viste, le telefonate.
I dottori hanno detto a mia madre: "Fatela mangiare". Mia madre ora la sta già stressando con la carne rossa, e i legumi, e le banane, e la cura di ferro... Io le guardo, e di nascosto sorrido, perchè so che per un pò questo sarà il copione di tutti i nostri pranzi e le nostre cene.
Le chiamo Barbie e Skipper, perchè loro due sono le uniche della famiglia ad essere piccoline, magre magre, bassine, più cagionevoli di salute rispetto al resto della famiglia, che ha la faccia della salute. Ken lo facciamo fare a mio fratello, che è alto e belloccio come lui.
E Ivana ed io?! che personaggi facciamo?
Boh, non lo so... mi rendo conto di non averci mai neanche pensato... Lo farò, però, ma non adesso.
Adesso che è tutto passato voglio godermi questo attimo di ritrovata felicità.
April 12 Domenica bestialeIl mio primo sabato a casa, dopo tanto tempo.
Mi è sempre toccato il turno in redazione. E chi mi conosce sa che un intera giornata al lavoro, di sabato, significa nell'ordine: niente shopping mattutino, niente oretta dedicata a manicure-pedicure-piega ai capelli-sopracciglia- e tutti gli accorgimenti femminili da fine settimana, niente pranzo coi fiocchi di mammina che non lavora e si mette ai fornelli, niente prove di canto, niente cazzeggio pomeridiano, niente "saturday night feaver" perchè di solito sono troppo stanca, se non per uscire, quantomeno di folleggiare.
Bene, oggi non sarà così. Non rinuncerò a niente di tutto questo, a parte un pò di sole, che inspiegabilmente ha deciso di non farsi vedere.
Lavoro domani.
La mia prima domenica al lavoro.
Sto pensando da una settimana a come sarà domani lavorare mentre gran parte della gente starà riposando, o passeggiando, o mangiando un gelato.
Mi hanno detto che di solito è una giornata tranquilla dal punto di vista lavorativo: il lunedì le pagine sono accorpate (cioè il giornale ha la metà delle pagine solite), perchè non c'è granchè da scrivere. A parte incidenti o fatti di cronaca all'ultimo minuto.
Però domani no. Pagine intere.
Le elezioni, mannaggia! Se nel fondo del mio cuore c'era un briciolo di "sensibilità" nei confronti della cosa, questo fatto me la rende ancor più indigesta.
Pensatemi domani, mentre addentate la vostra sfogliatella di fine pranzo (e qui mi riferisco agli amici napoletani che, come d'abitudine, termineranno il loro pranzo domenicale intorno alle 15, quando io accenderò il computer). Pensatemi mentre andate al parco a fare jogging (questo è dedicato ai più nordici, beati loro che ce li hanno i parchi...).
Soleluna vostra avrà un occhio al computer, uno al televisore, un orecchio al telefono e le mani sulla tastiera per cercare di capirci qualcosa tra exit-poll, affluenze, percentuali e robe così... Che domenica interessante.
Scherzi a parte, l'occasione doi domani, cioè io che lavoro (io sono pure nata di domenica, l'accidia fatta persona!), mi induce a una riflessione che mai avevo fatto prima.
Penso ai medici, alle forze dell'ordine, agli autisti dei mezzi pubblici, ai baristi, agli infermieri, ai custodi, agli agricoltori. A tutta quella gente che lavora, nell'ombra, a Pasqua, Natale, domenica e feste comandate. Che rendono un servizio alla comunità. Non ci pensiamo spesso, no, a queste categorie, non facciamo caso a quanto sia indispensabile e preziosa la loro opera. Siamo un pò egoisti, noi con la menalità dell'impiegato "lunedì-venerdì con pausa lunga nel we"... io per prima, che ci ho pensato solo quando è toccato a me.
Grazie a tutti, davvero. E buon lavoro. April 10 Citazione
Chi accetta realisticamente una trasformazione Chi invece protesta con tutta la sua forza, (Pier Paolo Pasolini) April 06 MestieriE' fatta. Sono salita ufficialmente sulla giostra. Se tutto va bene ne scenderò a 65 anni, quando andrò in pensione.
Ma ora è troppo presto per pensarci... mancano ancora 39 anni.
No, tranquilli, non è che sono impazzita...neanche ho bevuto a pranzo, non ho la mente obnubilata dall'alcool (o dal cibo).
E' che questa settimana ho avuto l'esatta percezione del fatto che io lavoro. Sissignore, io LAVORO.
Sarà che non ho fatto turni ma ho lavorato tutti i santissimi giorni... sarà che non ho avuto "aiuti" da parte dei "grandi" e quindi ho fatto sola soletta, completamente, le mie belle pagine ... sarà che non aggiorno questo blog da una settimana (e questo, per me, è mooooooooooolto strano!) ... sarà che mi hanno pagato una specie di stipendio... fatto sta che da questa settimana non mi sento più una precaria (ho detto "sento" non "sono", eh...). Sono soddisfazioni anche queste.
Ho il piacere di comunicarvi che la vostra Soleluna è al momento in pigiama, sapientemente reindossato dopo l'uscita mattutina, perchè l'intenzione sarebbe quella di riposare, data l'entità, in termini di impegno, della giornata precedente e di quella seguente l'odierna.
Ho "il cacciatore di aquiloni" che mi aspetta sul comodino, ma non posso aprirlo se prima non mi organizzo un pò di lavoro.
Domani, oltre alla mia solita paginetta, devo sciropparmi anche un "primo piano", cioè una pagina tematica. In provincia ci sono, oltre alle politiche, anche le elezioni amministrative, e il mio Direttore, giacchè lavora e lavoriamo troppo poco, si è inventato il "Forum", cioè un incontro nella sala stampa della redazione con i candidati a sindaco delle città più grandi del casertano i quali, moderati da lui, risponderanno alle domande dei giornalisti sui loro programmi elettorali.
Per l'incontro di domani, ci sarò io.
Cioè... l'ultima arrivata, la più giovane, con un anno appena di esperienza sulle spalle, senza uno straccio di titolo e/o patentino, praticamente gettata nell'arena dei leoni. Neanche ci voglio pensare, soprattutto perchè dopo mi toccherà scrivere CINQUE pezzi da tremila battute ciascuno, uno di presentazione, uno per ognuno dei 4 candidati. Temo che domani sera chiuderò mooooooolto tardi.
E' per questo che, in un pomeriggio di domenica caldo e soleggiato, io faccio la muffa al computer: mi sto documentando sulla situazione politica (tra l'altro ingarbugliatissima, piena di scioglimenti di Consiglio comunale, commissioni d'accesso, indagini in amministrazione) della ridente città di riferimento, di cui io non mi sono MAI, e sottolineo MAI, occupata, nonostante mi cali violentemente la palpebra...
Stanotte ho fatto le due.
Che non è un orario assurdo se si esce per divertirsi, ma lo diventa se si lavora. Il primo maggio mi autoregalo una statua.
Già perchè, dovete sapere, che io ieri sera ho finito alle 20 in redazione (presto, per fortuna) e poi sono andata direttamente a lavorare da un'altra parte. In un locale.
Nessuna intervista a ospite famoso, no, nè inchiesta sui trend del sabato sera. Sono andata a cantare.
Mio cugino, che fa animazione e piano bar nei locali mi chiama venerdì sera e mi fa: "Salvami. Il mio socio è impegnato e io ho una serata. Vieni tu a cantare con me". Io che in genere respiro cantando non me lo sono fatto ripetere due volte e dopo il lavoro (quello vero) sono andata direttamente al locale.
Oh, tutto come da copione: montaggio attrezzatura, cena anticipata in angoletto del locale ovviamente offerta dal proprietario, esecuzione dei pezzi preventivamente concordati, alcuni da sola, altri in duetto, animazione tipo villaggio turistico. Per la serie "sputtaniamoci a mezzo blog" confesso di aver preso le prenotazioni per il karaoke, portato i microfoni ai tavoli, scattato fotografie ai gruppi per la versione on line della serata, fatto gli auguri dal microfono a tizio e caio (ma, diamine, ci fosse un serata in cui uno non compie gli anni!)...
Nel mentre, tra me e me pensavo: "E pensare che un' ora fa ero al telefono con quel personaggio di spicco a fare la giornalista impettita. Se mi vedessero i miei colleghi..."
Bisogna saper far tutto nella vita no?! e io mi sto attrezzando! Ho almeno altri 39 anni di tempo...
March 31 Tagli e ritagliMi sono svegliata con un gran mal di testa e quasi afona. I puntini rossi della rosolia sono quasi scomparsi, i postumi no... dopo tre giorni di clausura pigiamata non ce l'ho fatta più e da sabato sera a ieri notte non sono stata in casa per più di tre ore consecutive.
Aspettavo l'immobilità forzata da un sacco di tempo perchè, mi dicevo, ho bisogno di una pausa, di riposarmi e bla bla bla... invece ho avuto la riprova che io, ferma, proprio non riesco a stare.
Esattamente dieci minuti fa, mentre mi dedicavo alla consueta rassegna stampa mattutina, mi è preso come un raptus.
Con gli occhi ancora non perfettamente vigili, sono scesa in cucina, ho preso un paio di forbici e ... zac! mi sono tagliata i capelli da sola. Solo davanti, eh, niente cose estreme. Ma quanto basta a cambiare look.
Preciso che sono andata dal parrucchiere una settimana fa, dunque se avessi voluto, avrei anche potuto mettermi nelle mani più esperte e professionale di un addetto ai lavori... ma questa cosa mi è venuta in mente solo oggi e, nel giro di un nanosecondo, detto fatto.
Anni fa, un nanosecondo del genere, ha determinato la mia trasformazione da donna con capigliatura lunga fino al sedere a maschiaccio con capelli lunghi un centimetro, giuro. Poi sotto le mie forbici sono passati familiari, amici, genitori di amici, i miei nipotini: insomma, mi sono fatta una reputazione da parrucchiera.
Tornando all'evento mattutino, mentre sforbiciavo è entrata in bagno mia madre la quale, abituata a queste mie capate (la prima volta che l'ho fatto avevo si e no 7 anni) ha sinteticamente commentato: "Sono venuti benissimo".
Ed io: "Ormai sono diventata esperta, sono anni che taglio e ritaglio!"
Al che mi ha guardata nello specchio e mi ha detto: "Sai qual è la differenza tra me e te? Che io certe cose le so anche fare, ma ci penso sempre troppo su. Tu hai il coraggio di buttarti in tutto, e ti riesce pure bene".
Sarà. Resta il fatto che se dovessi fallire come giornalista, un salone da coiffeur non me lo toglie nessuno. March 26 La porti un bacione DA Firenze...C'è una persona amica che ogni volta che mi vede mi dice: "Tu ti porti il sole dietro!".... perchè ovunque ci vediamo, in qualsiasi periodo dell'anno, in regioni e nazioni diverse, sulle nostre teste il cielo è stato sempre sereno.
Anche nei giorni appena trascorsi.
Mentre lasciavo una Campania in preda ai nubifragi e in gran parte d'Italia imperversava il maltempo, mi ha accolto una Toscana fredda e soleggiata, nel suo vestito migliore.
Sono partita lunedì mattina che ancora era buio, con un tempaccio umido e minaccioso: durante il viaggio il parabrezza e i finestrini grondavano acqua, ma al momento della prima sosta un tiepido raggio di sole ha asciugato l'aria.
Non abbiamo seguito il percorso tradizionale per arrivare nel capoluogo toscano: l'itinerario prevedeva una sosta a Grosseto per il pranzo, così abbiamo deviato verso le coste della Maremma. Ho rivisto così molti dei luoghi in cui ero stata nell'ormai lontano 2003, per una vacanza che ricordo con particolare piacere, e in cui non ero più tornata da allora: tutta la serie infinita di campeggi, a molti dei quali avevo telefonato per prenotare, i parchi naturali che abbiamo visitato, le spiagge su cui avevamo preso il sole. Non sapevo che sarei passata di lì, dunque questo tuffo a sorpresa nei ricordi mi è stato particolarmente gradito. E un pò ha come chiuso il cerchio di un certo periodo della mia vita.
Sono arrivata a Firenze nel pomeriggio. Alloggio a Porta Romana, a poche centinaia di metri dal Giardino di Boboli e da Palazzo Pitti, al "Convitto della Calza", un albergo suggestivo e caratteristico dove un chiostro del '500 e sale affrescate con capolavori come il Cenacolo del Franciabigio ci hanno costantemente ricordato che ci trovavamo nella "ulla del Rinascimento"!
Cena con ribollita, arrosto e vino rosso (e mi sembra il minimo!), poi passeggiata notturna per Firenze, che vedevo per la prima volta in vita mia.
La mattina seguente, visita con guida (alle 9:15, la possino!), alla scoperta di quei luoghi e quei monumenti visti, stravisti e studiati sui libri e che finalmente vedevo dal vivo.
E' inutile che stia qui a dilungarmi sulla magnificenza di Palazzo vecchio, di Santa Maria del Fiore, della porta del Ghiberti o delle Cappelle Medicee... Voglio dire: Firenze non ha bisogno di presentazioni, nessun aggettivo potrebbe mai rendere onore alla sua bellezza.
Posso magari aggiungere qualche chicca meno "storica", più strettamente "personale"... tipo che Annamaria ha avuto il coraggio di comprare, e mangiare, la trippa alle 10 e mezza del mattino... o che mentre ero a Borgo San Lorenzo una tipa mi ha letteralmente sequestrato per farmi un'intervista sui miei gusti letterari mentre io tra me e me imprecavo perchè avevo ancora un sacco di cose da vedere e questa insisteva.. o che, come accade TUTTE le volte che siamo in giro, manco avessimo i radar, un losco figuro armato di bottiglione di birra voleva allegramente importunarci...
Potrei anche aggiungere che, nonostante il sole, faceva un freddo che manco a Praga a Capodanno... o che la pelletteria fiorentina non ha niente da invidiare alla Cupola del Brunelleschi, quanto a genialità e bellezza... o che a Piazzale Michelangelo ho fatto più foto io che tutti i giapponesi lì presenti messi insieme (nessuna buona, tra l'altro) ...
Cose così, insomma, che servono a rendere una vacanza cosiddetta "culturale" appena appena un pò più leggera e umana!
Talmente umana che la mia condizione attuale rappresenta la sintesi vivente della fallacità della natura.
Ok, va bene, l'ho detto in modo un pò aulico... non per niente sono appena stata a "sciacquare i panni in Arno" disse un simpatico vecchietto...
Insomma, sono malata. Mi sono beccata la rosolia.
E' inutile che ridete dietro i baffi, tanto vi ho visti... Ho 26 anni e ho la rosolia.
Deve avemela attaccata mio nipote che ha 14 mesi prima che partissi. Ieri sera mentre rientravo avevo il viso rosso e secco, ma pensavo fosse dovuto allo stress del viaggio. Invece stamattina mi sonono ritrovata coperta di puntini rossi. Ora devo stare in clausura per almeno un paio di giorni, alla faccia di tutte le cose - belle! - che avevo da fare in questi giorni.
Pazienza... se una cosa ho imparato in questa due giorni fiorentina è proprio questa: calma e gesso. Marò, come sono flemmatici i fiorentini!
Due ore per rispondere a una domanda, sempre senza scomporsi, stile "se casca il mondo mi sposto più in là"...
Sarà per questo che campano bene, beati loro.... devo andarmene un pò da quelle parti a fare uno stage di relax...
P.S. Sto cercando di caricare le foto della mia gitarella, ma è già la quinta volta che l'operazione non riesce.
Poichè mi rendo conto, nel rivederle, che avevo i segni della rosolia (viso rosso, occhi lucidi) già due giorni fa e sono piuttosto bruttarella, credo che il server si stia adoperando per evitarmi affettuosamente questa figura di xxxxxx! che caro! March 22 Buona Pasqua"I Vangeli ci raccontano numerose apparizioni del Risorto avvenute nel giorno di Pasqua. Se è lecito esprimere delle preferenze, quella che mi commuove di più è l'apparizione a Maria di Magdala, piangente accanto al sepolcro vuoto. Le si avvicina Gesù e le dice: "Perché piangi?". Donna, le tue lacrime non hanno più motivo di scorrerti dagli occhi. A meno che tu non pianga per gioia o per amore. Vedi: la collina del Calvario, che l'altro ieri sera era solo un teschio coperto di fango, oggi si è improvvisamente allagata di un mare d'erba. I sassi si sono coperti di velluto. Le chiazze di sangue sono tutte fiorite di anemoni e asfodeli. Il cielo, che venerdì era uno straccio pauroso, oggi è limpido come un sogno di libertà. Siamo appena al terzo giorno, ma sono bastate queste poche ore perché il mondo facesse un balzo di millenni. No, non misurare sui calendari dell'uomo la distanza che separa quest'alba luminosa dal tramonto livido dell'ultimo venerdì.Non è trascorso del tempo: è passata un'eternità. Donna, tu non lo sai: ma oggi è cominciata la nuova creazione".
Cari amici, nel giorno solennissimo di Pasqua anch'io debbo rivolgere a ciascuno di voi la stessa domanda di Gesù: "Perché piangi?". Le tue lacrime non hanno più motivo di scorrerti dagli occhi. A meno che non siano l'ultimo rigagnolo di un pianto antico. O l'ultimo fiotto di una vecchia riserva di dolore da cui ancora la tua anima non è riuscita a liberarsi. Lo so che hai buon gioco a dirmi che sto vaneggiando. Lo so che hai mille ragioni per tacciarmi di follia. Lo so che non ti mancano gli argomenti per puntellare la tua disperazione. Lo so.
Forse rischio di restare in silenzio anch'io, se tu mi parli a lungo dei dolori dell'umanità: della fame, delle torture, della droga, della violenza. Forse non avrò nulla da replicarti se attaccherai il discorso sulla guerra nucleare, sulla corsa alle armi o, per non andare troppo lontano, sul mega poligono di tiro che piazzeranno sulle nostre terre, attentando alla nostra sicurezza, sovvertendo la nostra economia e infischiandosene di tutte le nostre marce della pace.
Forse rimarrò suggestionato anch'io dal fascino sottile del pessimismo, se tu mi racconterai della prostituzione pubblica sulla statale, del dilagare dei furti nelle nostre case, della recrudescienza di barbarie tra i minori della nostra città.
Forse mi arrenderò anch'io alle lusinghe dello scetticismo, se mi attarderò ad ascoltarti sulle manovre dei potenti, sul pianto dei poveri, sulla miseria degli sfrattati, sulle umiliazioni di tanta gente senza lavoro.
Forse vedrai vacillare anche la mia speranza se continuerai a parlarmi di Teresa che, a trentacinque anni, sta morendo di cancro. O di Corrado che, a dieci, è stato inutilmente operato al cervello. O di Lucia che, dopo Pasqua, farà la Prima Comunione in casa perché in chiesa, con gli altri compagni, non potrà andarci più. O di Nicola e Annalisa che, dopo tre anni di matrimonio e dopo aver messo al mondo una creatura, se ne sono andati ognuno per la sua strada, perché non hanno più nulla da dirsi.
Queste cose le so: ma io voglio giocarmi, fino all'ultima, tutte le carte dell'incredibile e dire ugualmente che il nostro pianto non ha più ragione di esistere.
La Resurrezione di Gesù ne ha disseccate le sorgenti. E tutte le lacrime che si trovano in circolazione sono come gli ultimi scoli delle tubature dopo che hanno chiuso l'acquedotto.
Riconciliamoci con la gioia. La Pasqua sconfigga il nostro peccato, frantumi le nostre paure e ci faccia vedere le tristezze, le malattie, i soprusi e perfino la morte, dal versante giusto: quello del "terzo giorno". Da quel versante, il luogo del cranio ci apparirà come il Tabor. Le croci sembreranno antenne, piazzate per farci udire la musica del Cielo. Le sofferenze del mondo non saranno per noi i rantoli dell'agonia, ma i travagli del parto.
E le stigmate lasciate dai chiodi nelle nostre mani crocifisse, saranno le feritoie attraverso le quali scorgeremo fin d'ora le luci di un mondo nuovo!
Buona Pasqua!
Coraggio, gente! La Pasqua ci dice che la nostra storia ha un senso, e non è un mazzo di inutili sussulti. Che quelli che stiamo percorrendo non sono sentieri ininterrotti. Che la nostra esistenza personale non è sospesa nel vuoto né consiste in uno spettacolo senza rete. Precipitiamo in Dio. In lui viviamo, ci muoviamo ed esistiamo. Coraggio, gente! La Pasqua ci prosciughi i ristagni di disperazione sedimentati nel cuore. E, insieme al coraggio di esistere, ci ridia la voglia di camminare. (don Tonino Bello)
...fino a mercoledì sarò off-line... faccio un salto a Firenze e torno! baci baci!
March 19 *********Oggi non ho sentito pronunciare mai quella parola.
Strano, avrei giurato il contrario, data la circostanza.
Lo avrei desiderato però... perchè è tanto che non la sento e troppo che non la pronuncio.
Certe volte mi sembra che facciamo finta di niente, boh... e me ne rammarico un pò. Ma forse è meglio così.
Mi ha sfiorato per un attimo l'idea di passare a trovarti, ma poi ho schiacciato l'acceleratore e ho tirato dritto.
Ti ho pensato, però, mentre andavo al lavoro. Sarà per questo che ho di nuovo sbagliato strada, allungando il tragitto di una ventina di Km... fortuna che il mio senso dell'orientamento sia notevolmente migliorato, quindi adesso quando mi perdo non mi scoraggio più, e con calma ragiono sull'uscita migliore da prendere.
E così, tra una rampa e l'altra della superstrada, ho pensato che avevo una gran voglia di dirti un sacco di cose...
Si, vabbè, lo so che sai tutto e che non ti sfugge niente... ma avrei preferito dirtele a voce.
Avrei anche voluto spendere qualche euro per un regalo, ora che ho una specie di stipendio. Ne avevo proprio voglia. Non te ne ho fatti, prima... a parte qualche cioccolatino al caffè, se non ricordo male... oggi ti avrei comprato un bel librone storico o d'attualità, di quelli che piacciono a te. O l'ultimo cd di Venditti.
Devi accontentarti di un pensiero, che tra l'altro arriva anche in ritardissimo, a pochi minuti dalla fine di questa giornata.
Prima non ho potuto, davvero... ho lavorato tutto il giorno. Ma tanto non importa. Lì il ritardo non vale. Lì non esiste il tempo.
Doppi auguri.
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